Lo stress nei giovani adulti 

Psicoterapia giovane adulto

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato sulla loro pelle lo stress, più o meno consapevolmente. Lo si associa solitamente a momenti di vita piuttosto intensi e faticosi, che comportano un notevole dispendio di energie, stanchezza e, di conseguenza, un aumento del bisogno di riposo. Da questi periodi di sovraffaticamento i giovani adulti, ossia le persone che si trovano in una fascia di età indicativamente compresa tra i 18 e i 35 anni, non sono certamente esclusi. Le incertezze, l’instabilità e i cambiamenti tipici di questa fascia d’età, infatti, provocano un oscillamento dell’equilibrio psicofisico, spesso accompagnato da un apporto emotivo difficile da gestire e controllare. 

Ma quali sono le dinamiche e le cause dello stress nei giovani adulti? Vediamolo insieme. 

I fattori scatenanti

Si considerano come giovani adulti tutte quelle persone che si trovano a metà tra l’abbandonare la fase adolescenziale e il diventare degli adulti a tutti gli effetti. Questa transizione però non è mai semplice, perché porta con sé numerose paure, insicurezze e perplessità a cui talvolta si potrebbe non avere le capacità e la preparazione emotiva sufficienti per affrontarle. Ci si trova a dover fare i conti con un desiderio sempre più crescente di indipendenza e autorealizzazione, il cui raggiungimento però viene spesso rallentato da fattori che si influenzano vicendevolmente: 

  • Fattori accademici: per chi sceglie di proseguire il proprio percorso di studi dopo la scuola secondaria di secondo grado, talvolta le tempistiche del percorso formativo si dilatano  sempre di più nel tempo, a causa dell’impegno costante che gli studi richiedono e dei costi non indifferenti. Per questi motivi, i giovani adulti si trovano spesso a non avere ancora l’esperienza lavorativa e la solidità economica che permettano loro di abbandonare il nucleo familiare per vivere in autonomia. 
  • Fattori economici: il costo della vita aumenta anno dopo anno sempre di più, rendendo difficile raggiungere una stabilità economica. Inoltre, il mondo lavorativo spesso richiede una sempre maggiore preparazione che implica il possesso di master e corsi di specializzazione e ciò può comportare un ulteriore apporto economico che rallenta a sua volta il passaggio verso l’indipendenza. 
  • Fattori lavorativi: anche quando si arriva ad avere un lavoro, esso risulta spesso essere precario, con una predilezione per i contratti a tempo determinato, con grandi richieste di flessibilità e con una discontinuità e/o bassa quantità delle entrate. A questo si aggiunge una difficoltà sempre più crescente a trovare un ambiente lavorativo congeniale ai propri principi: la costruzione di una propria identità lavorativa spesso non è adeguatamente sostenuta dal contesto in cui ci si trova, e questo può portare ad un minore senso di appartenenza. Tutto questo può provocare un maggiore rischio di marginalizzazione e/o esclusione dal mercato del lavoro, che porta con sé una crescente incertezza rispetto al proprio futuro.

Tutte queste dinamiche implicano un grande dispendio di energie e forze sia mentali che emotive che, non trovando risoluzione nel raggiungimento di una vita autonoma, causano una minor speranza verso il proprio futuro, un minor senso di appartenenza sociale e lavorativa ed una maggiore difficoltà a creare una propria identità personale e professionale: in poche parole, i giovani adulti fanno fatica a trovare un loro posto nel mondo. 

Come può manifestarsi lo stress nei giovani adulti

Probabilmente, più o meno a tutti è capitato di sperimentare la sofferenza che deriva da un sovraccarico di stress, ma non per forza tutti l’hanno sperimentata nello stesso modo. La manifestazione di un eccessivo livello di stress percepito può infatti includere diverse caratteristiche, per esempio:

  • Rimuginio: il rimuginio entra in gioco quando si pensa in maniera costante e ossessiva a qualcosa, spesso un problema da risolvere a cui però non si è ancora trovata una soluzione. Si pensa e si ripensa a come sistemare la questione, che però viene vista come insormontabile, e quindi ogni potenziale tentativo di risoluzione sembra insufficiente ed inefficace.
  • Blocco: quando si è molto stressati, può capitare di sperimentare la sensazione di essere bloccati e di non riuscire ad uscire dalla situazione. A volte questa sensazione è strettamente legata al rimuginio, che ci impedisce di considerare chiaramente il problema.
  • Sintomi ansiosi: un eccessivo stress può spesso essere associato a sintomi ansiosi più o meno intensi, fino ad arrivare ad attacchi di panico. Questo potrebbe portare a sviluppare comportamenti di evitamento delle situazioni che causano ansia e stress intenso, con un notevole impatto sull’esplorazione di nuove esperienze e nuovi contesti tipica dei giovani adulti.
  • Comportamenti dannosi per la salute: talvolta, quando ci si sente stressati, si possono attuare comportamenti nocivi per la salute psicofisica, che però sembra aiutino a gestire lo stress. Alcuni esempi sono: fumare, consumare alcolici in grande quantità, dormire poco, avere una dieta poco bilanciata, condurre una vita troppo sedentaria. Anche sacrificare i propri interessi o la propria socialità, magari a causa di un lavoro troppo stressante che assorbe ogni energia, è poco funzionale allo stare bene.
  • Solitudine: uno stress eccessivo rispetto ad una situazione o ad un ambito della nostra vita (ad esempio il lavoro, l’università, un concorso o un colloquio lavorativo, una situazione difficile in famiglia) può far deviare il focus da tutte le altre componenti della vita di una persona. Questo può portare chi attraversa un periodo stressante a chiudersi e ad isolarsi, a causa delle scarse energie, del rimuginio, dell’ansia, di una perdita di interesse nella vita sociale, che è fondamentale nella quotidianità di un giovane adulto. Oppure, si può convincere che gli altri non possono comprendere ciò che si sta passando, o non si vuole essere un peso per loro, per cui si rifugge il confronto con gli altri, sentendosi soli ad affrontare le difficoltà. 

Nonostante queste siano solo alcune delle manifestazioni che lo stress può avere nei giovani adulti, è importante conoscerle in modo da poterne prendere consapevolezza per imparare a gestirle ed, infine, migliorarle. Vediamo insieme come. 

Imparare a contrastare lo stress

Spesso, lo stress provato dai giovani adulti, alimentato da tutte le dinamiche fin qua riportate, porta ad una perdita di connessione con la propria identità: la mancanza di certezze e di stabilità provoca una difficoltà nel riconoscere le proprie risorse e a coltivarle in un percorso attivo verso il proprio benessere. Ciò che serve, dunque, è riuscire a direzionare il proprio sguardo e la propria attenzione verso di sè, per riuscire a rendersi più coscienti delle proprie potenzialità e delle proprie capacità. Per farlo, ci sono alcuni suggerimenti: 

  • Prendersi cura di sé: nel processo di crearsi una propria indipendenza in un contesto che non lo permette di fare senza difficoltà, i giovani adulti occupano gran parte del loro tempo allo studio e al lavoro, trascurando il godimento del proprio tempo libero, dei propri hobby, delle proprie passioni e del proprio benessere psicofisico. Potersi concedere di fermarsi, condividendo tempo con persone care, facendo sport, scegliendo un’attività ludica che permetta di rilassarsi senza sentirsi in colpa per non aver dato priorità al dovere, sono tutte condizioni anti-stress, che aiutano a migliorare sia il benessere fisico sia quello mentale. 
  • Supporto sociale: coltivare le proprie relazioni sociali, senza ritirarsi e disconnettersi dalla scena sociale, è fondamentale in quanto aumenta il proprio senso di appartenenza e la propria autostima, riducendo di conseguenza lo stress. Sentirsi parte di una comunità, di una relazione solida, di un gruppo diminuisce l’ansia e le preoccupazioni, aumenta la condivisione delle proprie difficoltà dalla quale si può ricevere anche supporto e aiuto e, soprattutto, aiuta a sentirsi meno soli nei momenti di sopraffazione. 
  • Accrescere la propria agency: con questo termine si intende la capacità di sentirsi attori attivi nella propria storia di vita lavorativa, sociale e relazionale. I processi implicati sono quelli dell’autoriflessione e dell’analisi del proprio senso di autoefficacia, basato sulla consapevolezza di poter perseguire i propri scopi grazie alle proprie potenzialità, competenze e capacità. Per aumentare l’agency e l’autoefficacia una delle strategie più importanti è quella di focalizzarsi maggiormente sulle difficoltà e sui cambiamenti affrontati con successo, piuttosto che sui propri fallimenti. Avere un’esperienza concreta di riuscita aiuta ad aumentare l’autostima ed il proprio senso di autodeterminazione: in altre parole, si ha più fiducia in sé di essere efficaci anche nelle avversità. 

Tuttavia, non sempre è facile riuscire da soli a concedersi dei momenti di rilassamento e riuscire a diventare consapevoli delle proprie condizioni e manifestazioni di stress. Spesso le spinte interne a continuare nella frenesia per raggiungere obiettivi e standard sociali e lavorativi sempre più alti sono più forti del sapere razionale di doversi fermare e di doversi riconnettersi con sé stessi. Per questo il supporto psicologico e la psicoterapia possono aiutare ad esplorare le proprie emozioni, ad individuare le fonti più rilevanti del proprio stress, a lavorare sulle proprie fatiche, a dare voce alle proprie aspirazioni, passioni, desideri, a riuscire ad aumentare la consapevolezza e la fiducia nelle proprie capacità e competenze. Inoltre, lo spazio in cui si può lavorare in questa direzione è esso stesso spazio concesso per sé e per le proprie difficoltà, è già un fermarsi a pensare e riflettere, dunque è già un passo in avanti verso il cambiamento. 

Se anche tu ti senti sopraffatto e stressato e fai fatica a trovare un equilibrio, fissa un primo colloquio

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