Come superare la paura del giudizio e non farsi condizionare

paura del giudizio

Nella vita di tutti i giorni ci capita di dover fare delle scelte, dalla più semplice come decidere che vestiti indossare, a quella più complessa come ad esempio stabilire se lasciare o meno il proprio lavoro. Riuscire a scegliere non è mai un meccanismo immediato basato esclusivamente sulle proprie volontà e necessità. Anzi, dietro ad ogni decisione, anche alla più piccola e apparentemente insignificante, si celano esitazioni ed incertezze, molte delle quali derivano dalla preoccupazione di cosa potrebbero pensare gli altri e di come e se cambierebbe la loro idea su di noi. Preoccuparsi delle opinioni altrui è naturale, persino l’immagine stessa che abbiamo di noi è in parte condizionata dal giudizio altrui, ma talvolta la paura del giudizio limita la propria libertà di agire e, appunto, di scegliere ciò che è meglio per noi… Vediamo come!

Come il giudizio agisce su di noi e come riconoscerlo

Il desiderio di piacere e di ricevere stima dagli altri è naturalmente presente in noi come esseri umani sociali. Viviamo, infatti, di relazioni e rapporti con le altre persone, e ricevere apprezzamento e approvazione schiva il rischio di essere criticati ed esclusi. Quando questa dinamica, però, diventa eccessiva, la libertà di espressione inizia a diminuire a discapito di una crescita di ansia e di una sensazione di inadeguatezza costante. Si incomincia, così, ad evitare determinate situazioni per paura del giudizio degli altri: si potrebbe evitare di presentarsi ad un esame universitario per paura che, nel caso in cui andasse male o mediocremente, gli altri possano pensare che non siamo all’altezza; si potrebbe evitare di vestirsi secondo i propri desideri, perché magari non abbastanza socialmente accettati; o ancora, si potrebbe avere la tendenza ad aderire a punti di vista altrui, nonostante non siano in linea con ciò che pensiamo veramente, perché abbiamo paura che le nostre idee non sono sufficientemente brillanti. In questo modo e secondo questi pensieri, si crea un senso di disprezzo verso di sé, sminuendo le proprie qualità e non valorizzando le proprie capacità e l’espressione della propria identità. È vero, l’evitamento e l’anteposizione delle opinioni altrui alle proprie è una scelta funzionale nel breve termine, ma a lungo andare giocare stando in panchina così da guadagnare il rispetto e l’accoglienza degli altri non permette la connessione con noi stessi e con le nostre potenzialità. Per dare voce al nostro potenziale, però, bisogna anche imparare a prendere delle decisioni senza farsi influenzare dagli altri, tracciando così un percorso che sia il più compatibile possibile con noi stessi. Per riuscire a farlo, è importante prendere consapevolezza dei momenti in cui le nostre scelte sono influenzate dalla paura del giudizio altrui. Ma effettivamente, come la paura del giudizio ci influenza nel prendere delle decisioni?

In che modo la paura del giudizio influenza le nostre scelte

Nel prendere decisioni, ci sono vari meccanismi che entrano in gioco, che possono essere diversi da persona a persona. Ecco alcuni esempi:

  • Evitamento: uno dei meccanismo più comuni è quello di evitare di fare una scelta perché temiamo che questa possa esporci al giudizio degli altri. Per esempio, potremmo essere insoddisfatti del nostro lavoro e potremmo voler cambiare strada, ma temiamo che le persone intorno a noi non lo approverebbero. Per questo motivo, cerchiamo di non pensarci e di convincerci che vada tutto bene, evitando il problema. 
  • Blocco: quando l’ansia che proviamo nel prendere una decisione è troppo forte, potremmo bloccarci e tergiversare per paura di essere giudicati. Il blocco ha una funzione protettiva, cioè quella di impedirci di metterci in una situazione che percepiamo come pericolosa, ma quando ci frena dal prendere una decisione che vorremmo prendere diventa disfunzionale. Restando sull’esempio del voler cambiare lavoro: ci potrebbe venire offerto un nuovo lavoro, che ci potrebbe soddisfare di più, ma indugiamo perché ci blocchiamo davanti alla paura di cosa potrebbero dire gli altri.
  • Richiesta di pareri esterni: chiedere agli altri cosa ne pensano rispetto alla decisione che dobbiamo prendere ci permette di capire cosa si aspettano da noi, cosa farebbero al nostro posto e quale scelta è per loro la migliore. Per una persona che ha difficoltà a scegliere per paura del giudizio degli altri, questa può sembrare una strategia efficace, perché in fondo permette di evitare il giudizio. Il problema si presenta quando le varie persone che si interpellano hanno idee diverse, quindi, qualsiasi cosa si scelga, si teme comunque di incorrere del giudizio di qualcuno.
  • Richiesta di rassicurazioni: oltre al chiedere pareri, si possono anche chiedere rassicurazioni all’esterno rispetto al fatto che la scelta che si sta valutando sia quella giusta. Anche qui, il problema è lo stesso: pur stimandoci e volendo il nostro bene, non tutte le persone che abbiamo intorno sono sempre d’accordo con noi, per cui anche questa strategia non è totalmente utile.

Queste strategie, seppur in un primo momento risultano essere valide ed efficaci togliendo l’ansia di scegliere e la responsabilità delle proprie scelte, alla lunga non ci aiutano veramente a gestire il giudizio degli altri. Anzi, così facendo diamo più valore a quel giudizio e trascuriamo i nostri obiettivi ed i nostri desideri. Quindi, cosa possiamo fare per prendere le decisioni migliori per noi, senza che la paura del giudizio degli altri ci paralizzi?

Imparare a prendere decisioni senza farsi condizionare dagli altri

Imparare a scegliere senza temere il giudizio degli altri non è facile, ma ci sono alcuni accorgimenti a cui si può fare riferimento per diventare più consapevoli di noi stessi e di ciò che desideriamo per noi. Vediamoli insieme:

  • Mediare tra un focus interno ed uno esterno: spesso, infatti, ciò che ci anticipiamo ansiosamente rispetto a come potrebbe essere una determinata situazione oppure a cosa potrebbero pensare gli altri, non coincide effettivamente con la realtà oggettiva della situazione o del pensiero stessi. È quindi essenziale cercare di spostare l’attenzione verso l’esterno, per valutare concretamente i rischi, l’intensità delle difficoltà e l’importanza di un’eventuale opinione negativa altrui, perché talvolta, appunto, ciò che ci prospettiamo come sfavorevole, in realtà non lo è affatto o non lo è così radicalmente. Altre volte, invece, preoccupandosi sempre degli altri, si perdono di vista le proprie qualità. Per questo è importante saper anche ruotare il focus su di sé, per porre maggiormente fiducia in sé stessi, nei propri valori e nelle proprie doti, indipendemente dal giudizio altrui. 
  • Essere clementi con sé stessi: sbagliare, fare valutazioni non abbastanza accurate, scegliere e poi scoprire di non averne ricavato benefici è umano e va bene. A volte, le sentenze delle persone esterne a questi “insuccessi” sono dure, ma ciò che fa la differenza è essere indulgenti e tolleranti per noi stessi. Solo in questo modo, ci si rende consapevoli di ciò che si può fare, dei propri limiti e delle proprie capacità di crescita. 
  • Lavorare sull’autoefficacia: la fiducia nelle proprie capacità, il riconoscimento del proprio valore e talvolta la capacità di riuscire ad accettare un fallimento senza sentirsi “falliti” come persona sono passi fondamentali per imparare a prendere decisioni senza farsi condizionare dagli altri e dal loro giudizio.

Per concludere, la paura del giudizio è insita nella nostra natura, proprio per eludere il rischio di essere esclusi e rifiutati dagli altri. Per liberarci da questa paura, quando diventa eccessiva, occorre innanzitutto diventare consapevoli del disagio che il possibile giudizio degli altri ci provoca, impedendo di esprimerci veramente a pieno. Imparando poi a gestirla seguendo i punti precedenti, si potrebbe addirittura scoprire che a fronte del nostro benessere, la sensazione spiacevole di sentirci giudicati può essere tollerabile, e addirittura diminuire. Inoltre, la consapevolezza e gestione del giudizio degli altri, ci aiuta anche a prendere in considerazione in maniera più efficace gli altri e ciò che pensano perché è anche dal confronto che possono nascere spunti interessanti che possono arricchire il nostro processo decisionale.

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